RIFIUTI:
UNA RICCHEZZA CHE NON POSSIAMO RIFIUTARE
Nell’aprile
del 1996 scrissi un articolo su “Orizzonte Verde” intitolato “emergenza
rifiuti” , nel quale evidenziavo ritardi, inadempienze, scarsa
sensibilità nei confronti di tale problematica; oggi a distanza di più di un
anno, prendo atto che il Comune di Napoli e più precisamente l’assessorato
all’ambiente, ha fatto passi da gigante sul riciclaggio dei rifiuti, anche se
ancora tanto è da farsi.
Faccio
presente che dal 31 ottobre 1987 è in vigore nel nostro paese la leggi n° 441
recante disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti e che tale
legge affidava ai Comuni il compito di istituire obbligatoriamente il servizio
di raccolta e smaltimento dei rifiuti pericolosi.
Inoltre
tra le principali novità del decreto Ronchi n° 22 del febbraio 1997 vi è
l’assoluta priorità assegnata alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti e
al riciclo, non solo rispetto alla discarica, ma anche rispetto all’incremento
con recupero di energia, che deve essere residuale e fatta con massima garanzie
ambientali; infatti entro il 2003, attraverso un percorso a tappe, tutte le
città dovranno raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti,
contro l’attuale media del 5 – 7%. Per i Comuni inadempienti alle varie tappe
(15% di raccolta differenziata entro il 1999, 25% entro il 2001 ed il 35% entro il 2003) sono previste sanzioni
economiche.
I
rifiuti, ritornando sull’argomento, possono dividersi ed identificarsi in tre
specie:
QUELLI INUTILI - composti da sostanze che non possono essere direttamente utilizzate, ma che con il tempo si degradano senza inquinare;
QUELLI UTILI – che se
raccolti separatamente dagli altri ed opprtunamente trattati possono essere
riutilizzati in tutto o in parte;
QUELLI PERICOLOSI – i più
dannosi, che se abbandonati o interrati posso apportare danni seri
all’ambiente.
Mi
soffermerò su alcuni di quest’ultima specie: le pile che costituiscono
un grande e serio problema. Immaginiamo soltanto quante pile usiamo in un anno
e moltiplichiamo il dato per la popolazione italiana.
Questo
dato può essere ancor più eclatante se consideriamo che per ogni chilogrammo di
pila vi sono alcuni grammi di mercurio, che risulta essere tra le sostanze più
nocive per l’ambiente causa anche della sua alta tossicità. Basti pensare che
un grammo di mercurio può inquinare tanta acqua quanta ne consuma un paese in
un giorno ed avvelenare quintali di alimenti.
Oltre
alle pile anche i farmaci non sono meno dannosi, considerato che nel nostro
paese vengono prodotti ogni anno oltre 1,5 miliardi di confezioni di farmaci e
si stima che il 25% di questi giungano a scadenza prima dell’utilizzo.
Inoltre
i prodotti tossici – carta – lattine – vetro e plastica non recuperati
costituiscono un danno ambientale ed economico grandissimo.
Oggi
è necessario dare ampio risalto alla cultura ed alla informazione del
riciclaggio: ad esempio per ridurre il volume dei rifiuti, occorre
prediligere i prodotti con meno carte e
scatole (gli imballaggi rappresentano, oggi, il 50% dei rifiuti), preferita la
sporta di tela a quella di plastica quando si fa la spesa; una bottiglia con il
vuoto a renderepuò sostituire 20 bottiglie usa e getta; una pila ricaricabile
senza mercurio può durare più tempo e costa meno.
Questi
sono solo alcuni esempi in cui ognuno di noi può acquistare meno rifiuti.
Inoltre
bisogna tener presente che la nuova normativa ha rivoluzionato il vecchio
sistema di gestione dei rifiuti, sia sotto il profilo organizzativo che sotto
il profilo economico, infatti si è passati dalla tassa alla tariffa, vale a
dire ad un sistema più equo: chi produce meno rifiuti paga di meno, allora si
comprende perché è necessario riciclare.
Per
no parlare poi dei nuovi posti di lavoro offerti dall’industria del
ricicllaggio.
Un
ultimo dato: 26 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno sicuramente sono una
garnde risorsa che non possiamo sprecare.
Francesco
De Marco
Presidente della Circoscrizione
Stella San Carlo Arena