Salto ad ostacoli …che spettacolo!

Da poco sono terminate le gare olimpiche svoltesi nella splendida terra degli Dei e noi tutti, appassionati dell’equitazione, abbiamo potuto ammirare i più accreditati e competitivi binomi in gara.
Però, ancora una volta, devo
registrare che al nostro amato sport è stato riservato poco più di uno spazio
di uno spot e che le principali testate giornalistiche hanno quasi ignorato le
prestazioni dei nostri atleti.
Ma cosa dire: ormai siamo
abituati…., ma non certo per questo rassegnati.
Lo scopo di quest’articolo è
quello di far conoscere ai non addetti ai lavori, come nasce questa disciplina,
chi l’ha introdotta, quando si sono svolti i primi concorsi.
Il salto ad ostacoli, oggi, è
tra le discipline equestri “dressage, cross-country,
endurance”, la più diffusa e conosciuta.
La sua origine risale alla
seconda metà dell’ottocento, quando in Irlanda i commercianti per dimostrare le
qualità di un soggetto, gli facevano passare qualche ostacolo, così il
ripetersi di questa pratica diede origine al primo concorso di salto ad
ostacoli, tenutosi a Dublino nel 1864 sotto l’egida della Royal Dublin Society.
In Italia, invece, il primo
concorso di salto ad ostacoli ebbe luogo a Torino nel 1884, nel parco del
Valentino, e nel 1902 diciotto anni dopo, sempre a Torino, ebbe luogo il primo
concorso internazionale di salto ad ostacoli.
Da allora sino ai giorni nostri,
i concorsi di salto ad ostacoli hanno evidenziato le qualità del binomio in
gara.

Anche i percorsi e gli ostacoli
da superare hanno raggiunto difficoltà tali, da evidenziare le doti atletiche
di questi splendidi amici a quattro gambe.
Doti di non poco conto, quali il
coraggio, la fiducia nel cavaliere, la generosità, la resistenza, il
temperamento, che evidenziano l’armonia tra cavallo e cavaliere e quando queste
doti si incontrano, danno luogo ad una musica che incanta, dai ritmi sublimi.
Spesso però il duro lavoro di
entrambi, non porta a risultati sperati e basta un sia pur minimo errore, anche
non visibile agli occhi del non esperto, per compromettere una gara o un’intera
stagione.
Ma alla fine il cavallo ci darà
sempre delle emozioni e saprà regalarci sensazioni indescrivibili.
Francesco De Marco