La Voce del Quartiere


SMARTY JONES

Un’altra storia di un cavallo che sbalordisce l’America.

 

 

 

Il suo nome potrebbe confondersi con quello di una utilitaria del 2000 o essere quello di un facoltoso miliardario americano o esagerando, confuso con i  colorati confetti di cioccolato, invece si tratta di un cavallo che sta sbalordendo l’America, così come fece Seabiscuit, che nel 1937, anno in cui vinse di tutto piegando finanche l’imbattuto War Admiral, ebbe più colonne sui principali giornali dell’epoca di Hitler, Mussolini, Roosvelt e Churchill.

La favola di Smarty  Jones è più di un romanzo: è una storia vera.

Il suo proprietario è Roy Champman, un allevatore che ha 77 anni e che si trascina su una sedia a rotelle aiutato a respirare da una bombola di ossigeno.

Smarty Jones, nato il  28 febbraio 2001 da l’II Get Along e da Elusive Quality (discendente da Ribot)  fu chiamato così perché nacque lo stesso giorno della mamma di Roy, la signora Mildrer Jones, detta Smarty.

Ma la vera storia comincia qualche mese dopo la nascita del puledro: per una questione di soldi furono trovati uccisi la moglie di Roy Champman e il suo allenatore Boby Camac. Del delitto fu accusato il figlio che la donna aveva avuto dal primo marito.

Roy sconvolto dalla tragedia , decise di vendere tutti i cavalli,  tenendo solo Smarty Jones e un altro puledro. Ma per il sauro era in agguato un altro scherzo del destino: mentre si allenava per l’uscita dal cancello delle gabbie di partenza, Smarty sbatteva violentemente su una barra metallica rimediando una brutta frattura al cranio e perdendo l’occhio sinistro.

Miracolosamente il sauro riesce a recuperare e nonostante la sua vista ridotta del 50% ( cosa di non poco conto per chi nel suo dna sa di essere preda), comincia a vincere e stupire.

Montato dal fantino Steward Elliot, ex carcerato ed ex alcolizzato, Smarty trionfa anche nella Southwest, nella Rebel e all'Arkansas Derby, vince di quasi tre lunghezze sul secondo. Due settimane dopo, alla Preakness Stakes, si supera stabilendo il record di vantaggio, ed al cavallo che lo insegue - si fa per dire- rifila 11 lunghezze e mezzo.

In centoventimilacentotrentanove persone, quante non ce n’erano mai state a  Belmont Park, hanno assistito alla  corsa che sarebbe stata per Smarty un’impresa magica.

Purtroppo il sauro ha perso la corsa con la storia a una manciata di metri dal palo, sbalordendo e mandando in lacrime gli spettatori intervenuti.

Ma il cavallo amato da tutti la sua vittoria con la vita l’ha vinta.

Smarty ha avuto fiducia “cieca” nel suo proprietario, nel suo allenatore, nel suo fantino; quella fiducia che tanti altri amici a quattro gambe ripongono in noi uomini e non so quanti la meritano.

Grazie Smarty!

                                                                                  Francesco De Marco