Accoglienza ed assistenza alle donne maltrattate.

di  
FRANCESCO DE MARCO

Il 10 febbraio 2005 il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la proposta di legge "Istituzione centri e case di accoglienza e assistenza alle donne maltrattate"
Tale coraggioso provvedimento costituisce il primo tassello per sviluppare efficaci strutture e pratiche di controllo al gravissimo fenomeno della violenza contro le donne.
In ritardo rispetto a tante altre Regioni, come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio dove, da oltre dieci anni esistono centri di assistenza, finalmente, ora anche in Campania è stato posto il primo importante tassello.
Per capirne di più ne parliamo con chi ha proposto e voluto questa legge: Anita Sala, attualmente responsabile sottocommissione case di accoglienza della consulta Regionale femminile.
Anita con l’approvazione all’unanimità della legge da parte di tutto il Consiglio Regionale vuol dire che il problema è stato sentito da tutti!
Sicuramente, ed è stato un bel risultato in quanto questa legge ha preso in carico un problema serio e sottovalutato per tanti anni.
Sono purtroppo, ancora molte le donne e ahimè i bambini maltrattati in questo Mondo e nella nostra Regione.
Anita, questa legge ha sicuramente preso in carico il problema, ma quanto ancora bisognerà aspettare per essere operativi?
Speriamo presto, ma da subito bisognerà individuare strutture, che attrezzate a dovere, potranno ospitare le donne maltrattate ed attraverso un percorso di recupero, arrivare al reinserimento in società.
Anita come saranno individuate le strutture e dove?
Avete dato suggerimenti in merito?
La proposta da noi avanzata è quella di utilizzare le case sequestrate alla camorra, con una individuazione di strutture Regionali, Provinciali e dei Comuni capofila.
I fondi per ristrutturare, attrezzare e poi gestire queste strutture sono state individuate e inserite nel bilancio regionale?
Il bilancio attuale non prevede alcuna voce di spesa, ma sicuramente nel prossimo ci saranno le voci necessarie per iniziare e realizzare questo progetto.
E’ superfluo, ma forse utile ribadire che questa legge si rivolge a tutte le donne senza differenza di ceto, di età o di nazionalità.