Accoglienza ed assistenza alle donne maltrattate.
di
Il 10 febbraio 2005 il Consiglio Regionale della Campania ha
approvato la proposta di legge "Istituzione centri e case di accoglienza e
assistenza alle donne maltrattate"
Tale coraggioso provvedimento costituisce
il primo tassello per sviluppare efficaci strutture e pratiche di controllo al
gravissimo fenomeno della violenza contro le donne.
In ritardo rispetto a
tante altre Regioni, come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio dove, da
oltre dieci anni esistono centri di assistenza, finalmente, ora anche in
Campania è stato posto il primo importante tassello.
Per capirne di più ne
parliamo con chi ha proposto e voluto questa legge: Anita Sala, attualmente
responsabile sottocommissione case di accoglienza della consulta Regionale
femminile.
Anita con l’approvazione all’unanimità della legge da parte
di tutto il Consiglio Regionale vuol dire che il problema è stato sentito da
tutti!
Sicuramente, ed è stato un bel risultato in quanto
questa legge ha preso in carico un problema serio e sottovalutato per tanti
anni.
Sono purtroppo, ancora molte le donne e ahimè i bambini maltrattati in
questo Mondo e nella nostra Regione.
Anita, questa legge ha sicuramente preso
in carico il problema, ma quanto ancora bisognerà aspettare per essere
operativi?
Speriamo presto, ma da subito bisognerà individuare
strutture, che attrezzate a dovere, potranno ospitare le donne maltrattate ed
attraverso un percorso di recupero, arrivare al reinserimento in
società.
Anita come saranno individuate le strutture e dove?
Avete
dato suggerimenti in merito?
La proposta da noi avanzata è quella di
utilizzare le case sequestrate alla camorra, con una individuazione di strutture
Regionali, Provinciali e dei Comuni capofila.
I fondi per
ristrutturare, attrezzare e poi gestire queste strutture sono state individuate
e inserite nel bilancio regionale?
Il bilancio attuale non prevede
alcuna voce di spesa, ma sicuramente nel prossimo ci saranno le voci necessarie
per iniziare e realizzare questo progetto.
E’ superfluo, ma forse utile
ribadire che questa legge si rivolge a tutte le donne senza differenza di ceto,
di età o di nazionalità.